Il Gruppo Naturalistico Val Ceresio (GNVC): storia e attività
Le origini dell’associazione e il museo di Induno Olona
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Il Gruppo Naturalistico Val Ceresio (GNVC) nasce agli inizi degli anni ’70 con l’obiettivo di riunire appassionati delle scienze naturali della Val Ceresio (area a sud di Varese, al confine con la Svizzera). Fin dagli esordi, i soci fondatori si sono dedicati alla raccolta di minerali e fossili locali, animati dal desiderio di conservarli e renderli fruibili al pubblico. Questo impegno portò, nel 1973, alla creazione ad Induno Olona del Civico Museo Insubrico di Storia Naturale, fondato proprio su iniziativa del GNVC. Il gruppo mise a disposizione del nascente museo i propri reperti mineralogici e paleontologici rinvenuti nel territorio valceresino, coinvolgendo anche collezionisti privati che donarono o prestarono campioni per arricchire la collezione.
Lo scopo originario del museo era chiaro: raccogliere, conservare e valorizzare i fossili (in particolare quelli del Triassico Medio del Monte San Giorgio, area riconosciuta dall’UNESCO) e più in generale documentare la storia naturale locale, contribuendo anche alla ricerca scientifica e alla divulgazione presso i cittadini. La sede museale di Induno Olona – allestita in locali messi a disposizione dal Comune – divenne ben presto un punto di riferimento regionale: già negli anni ’80 la collezione veniva considerata una delle più importanti raccolte di minerali e fossili dell’area insubrica.
Negli anni successivi l’attività del GNVC e del museo si è estesa oltre la geologia strettamente detta: dal 1988, infatti, i volontari hanno iniziato a occuparsi anche di botanica, zoologia e micologia, con risultati notevoli in termini di catalogazione e studio della flora e fauna locali. Il museo di Induno Olona, gestito in larga parte da membri del GNVC e altri volontari, accoglieva in media 1500 visitatori l’anno ed ospitava conferenze, mostre e iniziative didattiche rivolte alle scuole, fungendo da centro di educazione ambientale permanente. Si trattava di una realtà basata sul volontariato appassionato – circa 160 collaboratori a vario titolo – che comprendeva sia dilettanti sia professionisti (biologi, geologi, naturalisti) uniti dall’amore per il territorio.
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Dalla sede storica di Induno Olona al nuovo museo di Clivio
Dopo oltre trent’anni di attività a Induno Olona, il museo andò incontro a difficoltà logistiche. Nel 2008 l’edificio comunale che ospitava le collezioni risultò inagibile, costringendo a chiudere l’esposizione. Fu allora avviato un progetto per trovare una nuova sede: il vicino Comune di Clivio si fece avanti offrendo uno stabile adatto a riaccogliere il museo. Tra il 2011 e il 2012 avvenne quindi il trasferimento dell’intero patrimonio museale (reperti, arredi e associazioni collegate) da Induno Olona a Clivio. I soci del GNVC giocarono un ruolo chiave in questa transizione, curando l’imballaggio, il trasporto e il ri-allestimento delle collezioni scientifiche.
La nuova struttura – ricavata da un’ex scuola professionale – fu attrezzata per ospitare sia il Museo Insubrico rinnovato sia il Visitor Centre del sito transnazionale UNESCO Monte San Giorgio, integrando così la funzione di museo locale con quella di centro visite del patrimonio fossilifero mondiale. Dopo alcuni anni di lavori e allestimenti, il museo nella sede di Clivio ha riaperto ufficialmente nel 2018, con una cerimonia di inaugurazione e l’esposizione rinnovata e ampliata. Oggi il Civico Museo Insubrico di Storia Naturale di Clivio e Induno Olona conta cinque ampie sale espositive che coprono tutti gli aspetti naturalistici della regione insubrica (dalla geologia alla zoologia). In particolare, la sezione paleontologica presenta oltre 4.000 fossili provenienti dalla Val Ceresio, soprattutto dal famoso giacimento triassico di Ca’ del Frate/Besnasca sul Monte San Giorgio.
Tra i pezzi di spicco vi sono resti di rettili marini come Lariosaurus valceresii (di cui il museo conserva sei esemplari, inclusi alcuni embrioni fossili). All’esterno, il museo di Clivio dispone anche di un parco didattico con un percorso stratigrafico all’aperto, dove sono esposte le principali rocce del Varesotto a fini educativi. La gestione del museo è affidata a un insieme di enti e associazioni: il GNVC continua ad esserne il fulcro scientifico (in quanto fondatore e referente per la parte mineralogico-paleontologica), affiancato dal Gruppo Insubrico di Ornitologia (per l’avifauna), dal Gruppo Speleologico Prealpino (per le scienze del sottosuolo) e da altre realtà che insieme animano la struttura. Questa sinergia fa del museo di Clivio una “casa della natura” aperta a tutti – studiosi, scuole, cittadini – in cui il dialogo tra discipline diverse offre una visione olistica dell’ambiente prealpino.
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Discipline e interessi naturalistici: mineralogia, paleontologia, botanica, fauna, micologia
Sin dalle origini, il GNVC si è caratterizzato per l’interdisciplinarità nel campo delle scienze naturali. Il nucleo fondativo dell’associazione aveva interesse primario per la mineralogia (collezione di minerali locali e non) e per la paleontologia (ricerche sui fossili del Triassico e del Giurassico rinvenuti in Val Ceresio e dintorni). Questi due ambiti – rocce/minerali da un lato e fossili dall’altro – hanno rappresentato a lungo il fulcro delle attività sociali, concretizzate in escursioni di raccolta, catalogazione dei reperti e allestimento di mostre.
Col tempo, però, l’orizzonte naturalistico del gruppo si è ampliato. Come accennato, a partire dalla fine degli anni ’80 il GNVC ha esteso i propri interessi scientifici alla botanica (studio e classificazione della flora locale), alla zoologia o fauna selvatica (monitoraggio di anfibi, insetti, piccoli mammiferi e avifauna in collaborazione con ornitologi) e alla micologia (censimento di funghi e studio degli ecosistemi boschivi).
Questo approccio multidisciplinare ha portato soci con competenze diverse a collaborare fianco a fianco. Ad esempio, negli anni ’90 sono state organizzate campagne di raccolta di dati faunistici e floristi sul campo, i cui risultati confluirono in pubblicazioni naturalistiche del territorio. Anche la sezione di micologia del gruppo ha svolto un ruolo educativo, allestendo mostre autunnali sui funghi locali e producendo opuscoli per distinguere le specie commestibili da quelle protette o tossiche. Nonostante la varietà di temi trattati, il filo conduttore rimane la valorizzazione della natura della Val Ceresio in tutte le sue forme: dalle pietre miliari come i fossili triassici del Monte San Giorgio, fino alle piccole meraviglie come le orchidee spontanee delle Prealpi e le farfalle che popolano i prati collinari.
Questa pluralità di interessi fa del GNVC un gruppo naturalistico completo, capace di spaziare dal sottosuolo (minerali, fossili, speleologia) alla superficie (flora, fauna, ecologia), con un approccio divulgativo che integra tutte le discipline.
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Progetti e attività del GNVC (dal territorio al museo di Clivio)
Nel corso di oltre quattro decenni di attività, il Gruppo Naturalistico Val Ceresio ha promosso e realizzato numerosi progetti a carattere scientifico, educativo e culturale, molti dei quali legati anche alla fondazione e all’evoluzione del museo locale.
Uno dei progetti cardine è stata proprio la creazione del Civico Museo negli anni ’70, seguita dall’ampliamento delle collezioni museali. Ogni reperto esposto racconta un progetto in sé: ad esempio campagne di scavo autorizzate sul Monte San Giorgio per recuperare fossili (in collaborazione con l’Università di Milano), oppure spedizioni mineralogiche sulle Alpi e in cava che hanno arricchito la collezione di minerali.
Durante la fase di costituzione del nuovo museo di Clivio (2011-2018), il GNVC ha continuato a portare avanti la sua missione senza sosta: anche mentre l’esposizione permanente era in allestimento, l’associazione ha organizzato mostre temporanee itineranti, serate a tema e attività con le scuole per mantenere vivo l’interesse del pubblico. Ad esempio, sono stati allestiti punti espositivi provvisori in biblioteche e sale civiche della zona, con fossili e pannelli didattici, per sopperire alla chiusura della sede di Induno.
Parallelamente, i soci più giovani del gruppo (tra cui i membri del team Fossils Hunters) hanno partecipato a competizioni e fiere, portando “un po’ di Val Ceresio in giro per l’Europa” – come a Stoccarda, dove hanno presentato fossili locali in una fiera internazionale di settore. Un altro ambito progettuale è quello editoriale e didattico: il GNVC negli anni ha pubblicato opuscoli e libri divulgativi su vari aspetti naturalistici (dalla geologia locale alla flora protetta), ha curato audiovisivi e allestito una biblioteca scientifica presso il museo. Importante è anche la collaborazione con le scuole: oltre alle visite guidate al museo, il gruppo offre interventi in classe e sul campo, come le giornate di “puliamo il bosco” o i laboratori di scavo simulato di fossili per bambini.
Infine, va menzionato il recente progetto di riqualificazione museale (2018-2019), realizzato con il sostegno della Comunità Montana e di consulenti esperti: in questa iniziativa i volontari del GNVC hanno lavorato a fianco di museologi e designer per riorganizzare le sale espositive secondo criteri moderni di "heritage interpretation". Il risultato è un museo interattivo, dove periodicamente si rinnovano i temi e si propongono esperienze immersive (come la realtà virtuale 3D sul Monte San Giorgio). In tutte queste attività, il Gruppo Naturalistico Val Ceresio rimane fedele al suo spirito originario: quello di unire le forze di appassionati e studiosi per conoscere, tutelare e divulgare i tesori naturali della Val Ceresio.
Grazie all’entusiasmo di figure come i soci GNVC continua a svolgere un ruolo chiave nella crescita culturale della comunità locale, stimolando nuove generazioni di naturalisti e consolidando un patrimonio di sapere condiviso.
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Fonti: Gruppo Naturalistico Val Ceresio – documenti museali e siti web locali; testimonianze di membri fondatori Fossils Hunters; Comune di Clivio – informazioni sul Museo Insubrico; ​