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Vivere la paleontologia "davvero"

Esplorare la paleontologia significa molto più che cercare fossili: vuol dire imparare a leggere il territorio, capire il contesto geologico, lavorare con metodo e poi raccontare ciò che si è scoperto in modo chiaro e condivisibile. Fossil Hunters nasce proprio con questo spirito: un progetto che unisce ricerca sul campo, formazione interna e divulgazione, trasformando ogni uscita in un’esperienza strutturata e responsabile. Dal 2023 a oggi abbiamo costruito un percorso fatto di spedizioni, attività documentate, partecipazione a fiere e momenti di crescita continua, con l’obiettivo di creare una community consapevole e aperta ad appassionati, studenti e collaborazioni culturali. In questo blog ti raccontiamo come lavoriamo, dove andiamo e perché il “dopo campo” (documentazione, preparazione, catalogazione e restituzione) è parte fondamentale della nostra storia.


1) Un’idea semplice: vivere la paleontologia “davvero”

Quando si pensa ai fossili, spesso viene in mente “la scoperta”: un oggetto antico, affascinante, che racconta un mondo perduto. Ma la paleontologia, in realtà, è anche (e soprattutto) contesto: capire dove sei, cosa stai guardando, perché quel reperto è lì, e cosa può dirci sul passato. È questa la differenza tra “collezionare” e fare esperienza scientifica.



Fossils Hunters Varese nasce nel 2023 con un’idea molto concreta: unire passione e metodo, e trasformare ogni uscita in un percorso strutturato. Il gruppo si muove su tre linee che si rinforzano a vicenda: ricerca sul campo, formazione interna e divulgazione. Questo approccio è descritto chiaramente nel report attività 2023–18 gennaio 2026, che distingue infatti le attività “di terreno” (uscite FH) e la presenza pubblica (borse/fiere/mostre), includendo anche aspetti trasversali come documentazione, preparazione e sicurezza.


2) Perché spesso lavoriamo in contesti esteri

Un punto importante, raccontato in modo esplicito nei materiali del progetto, è che in Italia la tutela del patrimonio paleontologico è regolata e la raccolta autonoma non è un’attività “libera”. Per questo, una parte significativa delle esperienze sul campo viene orientata verso contesti esteri regolamentati, dove esistono modalità e regole definite per svolgere attività paleontologiche in modo conforme.

Detto in modo divulgativo: non si tratta solo di “andare dove ci sono fossili”, ma di scegliere luoghi dove sia possibile fare esperienza sul campo in modo responsabile e tracciabile, senza improvvisare e senza forzare i limiti imposti dalla tutela. Questa scelta ha anche un effetto positivo sul metodo: lavorare in aree organizzate, con regole chiare, aiuta a sviluppare abitudini buone (ordine, documentazione, sicurezza) che poi diventano il vostro “marchio di qualità” anche nelle attività divulgative.


3) Dove andiamo e cosa impariamo davvero (non solo “cosa troviamo”)

Nel periodo 2023–inizio 2026, il programma di uscite FH si è concentrato soprattutto in Germania e in alcune località chiave che ritornano più volte: Ohmden/Holzmaden, Buttenheim, Solnhofen, Grafenberg, fino a tappe più mirate come Eichstätt e Solnhofen.


In parallelo, nel 2025 compare una spedizione nel West Dorset (Regno Unito), legata alle aree storicamente connesse a Mary Anning: un luogo che, oltre al valore paleontologico, ha una forza narrativa enorme, perché permette di collegare fossili, storia della scienza e paesaggio.


Dal punto di vista divulgativo, la cosa più interessante è che queste destinazioni non sono solo “mete”: sono aule all’aperto. Cambiando località, cambiano i contesti fossiliferi, le condizioni di lavoro, le strategie di osservazione, e soprattutto cambia ciò che si impara a leggere nel terreno. È un percorso: si parte con uscite “costitutive” (per creare metodo comune) e si arriva gradualmente a uscite più specializzate e mirate, come emerge dalla progressione delle sigle FH nel report.


4) Il metodo: dal campo alla “storia” del reperto

La parte più “Fossil Hunters” non è solo l’uscita: è quello che succede prima, durante e dopo.


  • Prima, si pianifica: obiettivi, logistica, ruoli, strumenti, sicurezza.

  • Durante, si lavora con attenzione alla documentazione: foto, note, osservazioni sul contesto.

  • Dopo, si passa alla fase che trasforma un’esperienza in un progetto: ordinare, preparare, conservare e catalogare, con una scheda minima che permetta di non perdere informazioni (data, località, descrizione, immagini e note). Il report sottolinea proprio la crescita delle competenze anche nella gestione “post-ritrovamento”, non solo nella fase di campo.


In una chiave divulgativa, puoi raccontarla così: un fossile, senza la sua storia, è un oggetto. Un fossile con la sua storia diventa conoscenza. Ed è qui che entrano anche il diario di campo e i materiali divulgativi: non come “vetrina”, ma come restituzione ordinata e comprensibile.


5) Le tappe principali (2023–oggi come “traiettoria”)

Nel report la cronologia serve proprio a mostrare una traiettoria, non una lista.

  • FH1 (novembre 2023) a Ohmden (Holzmaden) è descritta come uscita “costitutiva”: definizione del metodo e organizzazione logistica.

  • FH2 (aprile 2024) e FH3 (luglio 2024) introducono il formato “multi-località” (Ohmden, Buttenheim, Solnhofen; poi con Grafenberg): utile per confrontare contesti e migliorare adattamento e organizzazione.

  • FH4 (settembre 2024) prosegue su Buttenheim, Solnhofen, Grafenberg, e nello stesso mese una gita a Ohmden segna una milestone: il primo ittiosauro del gruppo.

  • FH6 (marzo 2025) porta il gruppo nel West Dorset (UK).

  • FH7 (aprile 2025) riprende il circuito tedesco consolidato (Ohmden, Buttenheim, Solnhofen, Grafenberg), a dimostrazione che non si tratta di “una tantum” ma di un programma continuativo.

  • Agosto 2025: avvio PCTO a Ohmden con 2 studenti dell’Istituto Lussana (Bergamo).

  • FH8 (settembre 2025) e FH9 (novembre 2025) mostrano uscite più mirate (Buttenheim/Grafenberg; poi Eichstätt e Solnhofen).


Raccontare queste tappe in chiave divulgativa significa far passare un messaggio: il progetto cresce per continuità, non per episodi.


6) Non solo campo: fiere, borse e incontri (la community si costruisce qui)

Una parte fondamentale del progetto è la presenza pubblica in borse/fiere/mostre, raccontata nel report come momento di incontro con il pubblico, scambio culturale e consolidamento di contatti.

La cronologia include, tra gli altri:

  • Borgosesia (Mostra Minerali e Fossili) il 13 ottobre 2024 e il 12 ottobre 2025

  • Busto Arsizio (Borsa e Scambio Minerali e Fossili) il 15 dicembre 2024 e la 43ª il 14 dicembre 2025

  • KuBinO Fossilien-Börse (Germania, Ostfildern-Nellingen) 12–13 aprile 2025 con partecipazione come espositore

  • Monza (Fiera Minerali & Bijoux) 7–8 giugno 2025

  • Malpensa Mineral & Bijoux (Busto Arsizio) 8–9 febbraio 2025, con nuova edizione programmata 7–8 febbraio 2026


In chiave divulgativa, questi eventi sono il “ponte” tra il lavoro sul campo e la società: servono a parlare con persone reali, a confrontarsi, a far crescere relazioni e a migliorare la capacità di raccontare la paleontologia in modo chiaro.


7) FHTravel: un format divulgativo “chiavi in mano”

Fossils Hunters sta sviluppando un nuovo modello di viaggio (FHTravel). FHTravel è interessante perché mette in fila tutti gli elementi del progetto in un’esperienza coerente: viaggio organizzato, museo, briefing, attività sul campo e rientro con confronto museale in Italia.


In FHTravel (Holzmaden) la sequenza prevede:

  • visita guidata all’Urwelt-Museum Hauff di Holzmaden

  • briefing e attività alla cava di Ohmden con i nostri paleontologi

  • visita al Civico Museo Insubrico di Clivio con confronto tra il contesto di Ohmden (Giurassico inferiore) e i contesti locali (Monte San Giorgio / Rosso Ammonitico)


In una prospettiva divulgativa, questo è un punto forte: la paleontologia diventa un racconto completo, dove museo e campo non sono separati, ma parti dello stesso percorso. E soprattutto è un format replicabile, che aiuta anche chi è alle prime armi a capire “come si guarda” un contesto e perché la documentazione è importante.


8) Etica, sicurezza e rispetto dei luoghi: la parte meno “social”, ma più importante

Quando si parla di paleontologia sul campo, la cosa più divulgativa che puoi fare è spiegare che non è un gioco: è un’attività che richiede responsabilità. In FH si insiste sul tema dell’equilibrio tra passione, metodo e responsabilità e sull’importanza di procedure coerenti e di una gestione post-ritrovamento ordinata.


In pratica, significa:

  • non improvvisare, ma pianificare

  • rispettare regole e contesti

  • lavorare con attenzione alla sicurezza personale e del gruppo

  • ridurre l’impatto e lasciare i luoghi in ordine

  • non perdere le informazioni: documentare e catalogare con continuità


Questi principi diventano ancora più cruciali quando il progetto si apre a esperienze formative come il PCTO, perché l’obiettivo non è solo “fare”, ma imparare bene, in modo replicabile e sicuro.


9) Vuoi iniziare? Da dove si parte davvero

Se ti affascina la paleontologia ma non sai da dove cominciare, la risposta migliore non è “cosa devo comprare” o “dove devo andare”: è come devo imparare a guardare. Per questo, il percorso più naturale è:

  1. seguire il Calendario delle attività ed eventi

  2. leggere il Diario di campo (per capire stile, metodo e contesti)

  3. scrivere tramite Partecipa/Collabora indicando interessi e livello di esperienza


 
 
 

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